Nel mese di dicembre 2013 il Cantiere di Letteratura Notturna ha scritto le avventure del doppiatore Arturo Mela alle prese con il doppiaggio di film a luci rosse. Arturo è il personaggio collettivo protagonista della nuova stagione del Cantiere e del progetto “Un libro in cantiere”, in collaborazione con Gorilla Sapiens Edizioni.

Ecco alcuni estratti dai racconti e alcune immagini (di Osvaldo Amari) del reading del 22 dicembre, tenutosi durante la serata conclusiva del Culturino Mercatale 2013.

_MG_7532Da J. P. non scriveva solo stupide poesie d’amore di Gorilla 1

– E lei comincia a urlare “Prévert! Cet amour! Cet amour! Prévert!”
– Ma chi, lo spacciatore?
– Ma quale spacciatore, di che stai parlando? Il poeta!
– Ma che poeta, di che stai parlando?
– Allora te lo spiego un’altra volta, ogni volta che lei…

Viene a trovarsi sempre nella stessa situazione. Lei bellissima, seducente, pronta. E lui lì attonito, non riesce a spiccicare parola.
– Devi solo fare dei versi, Mela. Che ti prende?
Il direttore del doppiaggio stavolta è un tipo elegante. Del resto si tratta di porno francese, per forza deve essere raffinato.
– Tu leggi troppi romanzi d’amore –, gli dice dopo un po’, con un sospiro di comprensione.
– No, è che lei… – comincia Arturo, riprendendosi dallo stato catatonico. – Lei è diversa dalle altre. È una vera artista. O meglio, ha un’anima d’artista, non credi? Questa cosa della poesia poi…
– Eh la poesia, la poesia! Sapessi quanti ne ha tirati su… di soldi con questa storia. Ha creato un sottogenere, un gusto di nicchia –, continua quasi borbottando tra sé e sé. – E tutto solo perché ogni volta che…

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Da Di come Arturo si fece riconoscere da tutti di Massimo Eternauta

La Ultraphono occupava un palazzo di dieci piani, sotterranei compresi, grande quanto un isolato e per il momento lui non era andato oltre il piano terra. Prese l’ascensore e scese allo stesso piano dell’unica persona che era salita con lui e scelse la direzione opposta a quella presa da quest’unica persona che era salita con lui. La sinistra.
La sinistra la prese lui, non la persona che era salita con lui.
Alla prima porta aperta si infilò di profilo e chiese dove si trovassero gli studi di ripresa dei film porno – disse proprio porno – e che lui era un attore e che si era perso, però non gli rispose nessuno perché in quella stanza con la porta aperta non c’era nessuno.

_MG_7495Da La bella addormentata su Fosco di Patrizia Berlicchi

Arturo era seduto al tavolo del cucinino da un tempo indefinito, immobile davanti alla tazza della colazione piena di rum, la sigaretta accesa abbandonata sul posacenere e lo sguardo intento a contemplare “cose che voi umani…”. L’arrivo di Consuelo, di ritorno dal supermercato, lo distolse dai suoi tormentati pensieri.
– Tra un poco si cena; como te salta in mente de bere esta mierda?!
– Non mi scassare, Consuelo, e soprattutto non trattarmi come se avessi sei anni. Non ho fame stasera.
– Que pasa? Coraggio, lo so che hai combinato qualche casino.
– Ma di che casino vai blaterando?
Solo allora Consuelo si accorse della pila di fogli in fondo al tavolo, seminascosta da tabacco, cartine e accessori vari dedicati al vizio.
– Quello es el nostro proximo stipendio?
– Manco se m’ammazzano! Stavolta hanno passato il limite. Sono un professionista, io. Mi sono dimostrato all’altezza di qualsiasi ruolo: ho doppiato senza battere ciglio un acaro schifoso, un mago scemo, un morto, uno struzzo sfigato e persino un comodino, e l’ho fatto senza mai scompormi, con la serietà e la dedizione che mi contraddistinguono… questo lo sanno molto bene i signori della Fonourbis! E ora cosa fanno, per ringraziarmi?
Arturo afferrò la risma di fogli e la scaraventò per terra, proprio sulla grossa busta della spesa di Consuelo.
– Che cosa c’è che non va esta vez?
– C’è che La bella addormentata su Fosco non avrà la mia voce.

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Da Arturo Mela doppiatore di Maurizio Ponziani

“Mi sentirei più utile se facessi un numero di mimo alla radio… e poi tutta questa pornografia, più che liberazione sessuale, mi sembra l’altra faccia del moralismo perbenista. Quasi quasi, mando affanculo tutti e me ne vado. Sì sì, me ne vado a spasso. Mi spupazzo un bel gelato, e poi me ne vado in libreria. Ho proprio bisogno di leggere una bella storia d’amore.”
Invece restò. Lavorò. Doppiò. Guadagnò.
Di amore là non ce n’era. Si intristì e alienò.

_MG_7673Da Arturo Mela e bei porno andati di Davide Predosin

– Come sta?
– Meglio, ma è ancora sotto shock – risponde il medico scrutando con una pila le pupille di Arturo; pallido, gli occhi sbarrati rivolti al soffitto.
– Ma come è possibile? Un uomo adulto, anche se solo, deve pur aver visto… almeno una volta… con gli amici… – osserva il regista incredulo.
– Ah certo! Gli faccio da balia ormai da quasi dieci anni.  Ma è abituato, secondo me, alla pornografia degli anni ’80, vezzosa, manierista, barocca.
– Sembra informata – osserva il regista guardando più attentamente Consuelo.
– Be’ adesso ho una certa età… ma…
– Non dica così! Lei è giovane!
Arturo scatta come un cobra, afferra il regista per il collo e gli intima: – La smetta di insidiare la mia governante – quindi molla la presa e si stende di nuovo come se nulla fosse.

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Da Popeye, Popeye! di Marco Lipford

Dopo cinque minuti Arturo sudava ed era già visibilmente eccitato, ma non per quanto andava avanti sullo schermo. Nella solitudine di casa sua Arturo avrebbe certo seguito il film rapito, ma quella sera, lì in sala, era diverso: non avrebbe mai immaginato di quali urla repentine, di quali gemiti felini fosse capace Lisetta. La sentiva persino attraverso la cuffia! E lui, nella parte del datore di lavoro, trovava la situazione dir poco inebriante, un contrappasso al contrario: era un parziale risarcimento di tutte le volte che aveva dovuto pagarle il pranzo; o delle volte che lo umiliava davanti ai colleghi per un attacco sbagliato. Il direttore del doppiaggio a fine sessione si complimentò.
– Ottimo lavoro Mela, si vede che lei è un esperto in materia.
Al che Arturo rispose:
– Be’, l’arte amatoria in effetti tira fuori il meglio di me…
– Ma no, intendevo di filmini a luci rosse! – rettificò l’altro, e li salutò.
Negli occhi di Lisetta c’era uno stupore compiaciuto.
– Ma sei stato bravissimo! Dai, andiamo a mangiare una cosa, offro io.

_MG_7487Da Di come Arturo trovò un ottimo contratto e si rovinò la vita di Massimo Eternauta

Erano poche le cose che Arturo avrebbe scambiato con il piacere di stare rilassato sulla sua vecchia e comoda poltrona fumando un Montecristo Tubos n. 3, con il pensiero libero di vagare sul  prossimo lavoro e sulle opportunità che questo gli offriva.
Si trattava di un film pornografico di produzione indiana destinato al mercato occidentale, dato che sul mercato interno il produttore e tutti gli attori avrebbero rischiato la pena di morte solo a parlarne.
Graziani, il direttore del doppiaggio, gli aveva parlato di una produzione in grande stile dove non si era badato a spese.
– Pensi – gli aveva detto – ci sono perfino degli attori che non sono coinvolti nelle scene erotiche, un vero spreco di denaro. Lei interpreterà uno di questi, niente mugolii, dunque, ma vere e proprie frasi che fanno da collante a tutto lo svolgersi del racconto – e quasi non riuscisse a credere alle sue stesse parole aggiunse: – in questo film c’è addirittura una trama!
Poi, dato che ancora non era riuscito a suscitare l’entusiasmo di Arturo, di cui erano evidenti delusione e perplessità, il direttore aveva tirato fuori il suo asso nella manica.
– Questo film – gli disse – è finanziato, con fondi neri, dal ministero per la salute degli indiani all’estero. Come noterà gli interpreti sono tutti ipodotati.
– E questo cosa c’entra? – chiese Arturo in un guizzo d’interesse.

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